10 settembre 2019 | Persone
Il segreto è nella perseveranza
Silvia Protopapa è un orgoglio per il salento e per l'Italia intera
by Valentina Chittano
Redazione Metropolitan ADV

Ricercatrice al Dipartimento di studi spaziali dell’istituto di ricerca del Colorado e co-Investigator della missione spaziale New Horizons Kuiper Belt Extended Mission della Nasa. Basterebbe questo a incastonare la 38enne Silvia Protopapa tra quelle personalità capaci di lasciare un segno nella storia. Ma non sarebbe stato possibile arrivare ad alcun traguardo se non avesse unito la caparbietà e un’innata fame di conoscenza.

“Tutti abbiamo un talento - spiega Silvia - la perseveranza no. Il segreto è proprio lì. Avere un obiettivo e lavorare sodo per raggiungerlo, senza abbattersi davanti alle difficoltà”.

Diplomatasi nel 2000 presso il liceo scientifico “A. Vallone” di Galatina, si è laureata cinque anni dopo in Fisica presso il Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università del Salento con votazione 110/110 e plauso della commissione; si è poi trasferita in Germania dove nel 2009 ha conseguito il titolo di PhD in Scienze Naturali presso il Max Planck Institute for Solar System Research.

Qui ha militato per altri due anni come postdoctoral scientist, per poi trascorrere otto anni nel Maryland, presso il Dipartimento di Astronomia dell’omonima università, come Assistant Research Scientist prima e come Associate Research Scientist dopo. Dalla metà di giugno 2018 ricopre il ruolo di Principal Scientist presso l’Università del Colorado.

Tantissimi sono i riconoscimenti ricevuti negli anni: 2011 Riconoscimento NASA come membro del Team EPOXI, missione spaziale; 2013 Premio come postdoctoral scientist d’eccellenza dal dipartimento di Astronomia dell’Università del Maryland; 2014 Titolazione di un asteroide “Protopapa” in suo onore; 2015 Riconoscimento come giovane ricercatrice d’eccellenza da parte dell’Università del Maryland; 2016 Riconoscimento del suo straordinario contributo alla missione Rosetta da parte dell’Agenzia Spaziale Europea;  2016 Riconoscimento NASA come membro del Team New Horizons, terza missione spaziale che porta la sua firma e che ha sorvolato prima Plutone e poi recentemente Ultima Thule, il corpo cosmico più lontano mai raggiunto da una sonda.

 

Qual è stata la molla che ha fatto nascere e crescere in te l’amore per lo spazio e per i suoi segreti? Che cosa ti ha spinto a diventare la persona e la professionista che sei oggi?

 

Ho sviluppato l’amore per la scienza in modo graduale, è stato il risultato di un susseguirsi di eventi. Sicuramente ho avuto modelli in famiglia cha hanno contribuito a voler intraprendere questo percorso. L’obiettivo di avere sempre nuovi orizzonti, sempre nuove opportunità e di conoscere scienziati eccezionali in tutto il mondo con cui confrontarmi e da cui prendere il massimo. Se si ha una passione e si hanno degli obiettivi non importa ricevere dei “no” o imbattersi in qualche fallimento, ciò che conta è perseverare.

 

Sei la prova che anche partendo dal Sud, anche partendo da una piccola città, si può arrivare lontano. Cosa ti senti di dire ai giovani che sembrano sfiduciati in tal senso?

 

Io provo a portare loro quella che è stata la mia esperienza. Ricordo che a scuola non c’era l’ansia da prestazione che avverto oggi tra i ragazzi. Si studiava solo per il piacere di farlo. Ecco, io invito i giovani a non sottovalutare la bellezza dello studio, la forza che ha nel dare loro indipendenza e capacità di scegliere e affrontare il mondo. Anche partendo dal Salento, anzi senza mai dimenticare le proprie radici, si può dare concretezza al proprio progetto.

Nascere al Sud per me è stata una grande fortuna.  Ho ricevuto una preparazione scolastica eccellente sin dalle scuole medie. Ho frequentato il liceo scientifico “A. Vallone” e poi ho intrapreso il corso di studi in fisica presso l’Università degli Studi di Lecce. Un ambiente di pochi studenti fornisce spesso l’opportunità di essere seguiti da vicino. Ricordo un’atmosfera familiare, professori e colleghi sempre pronti a supportarmi e ad aiutarmi nel vincere sia le piccole che le grandi sfide.

Da un punto di vista personale, il Salento ad oggi, dopo essere stata in giro per il mondo (Germania, Francia, Norvegia, Chile, Argentina, Stati Uniti), è fra i posti più belli che abbia mai visto. Esorto sempre i miei colleghi a visitare i nostri paesaggi e conoscere la nostra cultura, dico sempre “Il Salento, Galatina, Lecce sono luoghi magici’’.

 

Qual è il tuo sogno ancora da realizzare?

 

Ne ho tantissimi...uno fra tanti quello di far parte di una missione spaziale sin dalle fasi di preparazione: contribuire al proposal per i finanziamenti, veder costruire gli strumenti, assistere al lancio e lavorare ancora una volta su dati fantastici.

Un altro sogno, mai scontato, è quello di riuscire a raggiungere una stabilità fra vita personale e vita lavorativa.

 

 

Articolo apparso su Kamala Magazine, n. 3 Estate 2019.