Libertà e sicurezza, l’equilibrio impossibile
10 gennaio 2017 | Vita da Agenzia

Libertà e sicurezza, l’equilibrio impossibile

Addio a Zygmunt Bauman, il più grande sociologo contemporaneo

by Valentina Chittano
Redazione Metropolitan ADV

Non si può parlare di lui. Parla lui stesso di sé attraverso i suoi pensieri, attraverso riflessioni che sembrano senza confini spazio-temporali e che pure entrano sempre nelle vene della società dell'oggi, la sua "società liquida".
Senza Zygmunt Bauman cala il silenzio sulla sociologia contemporanea più vera e profonda, nonostante l'eco che le sue intuizioni hanno lasciato in ogni angolo del vivere.
Parlava dell'amore, mai considerato un oggetto preconfezionato, ma come qualcosa che è affidato alle nostre cure: "ha bisogno di un impegno costante, di essere rigenerato, ricreato e resuscitato ogni giorno…l'amore ripaga questa attenzione meravigliosamente".
Parlava di libertà e sicurezza, "valori entrambi necessari, ma in conflitto tra loro. Il rezzo da pagare per una maggiore sicurezza è una minore libertà e il prezzo di una maggiore libertà è una minore sicurezza. La maggior parte delle persone cerca di trovare un equilibrio, quasi sempre invano".
Parlava di stranieri, delle paure che scatena la vista di ondate di sfollati fuori controllo: "vengono percepiti come messaggeri di cattive notizie, come scriveva Bertolt Brecht. Ma ci ricordano, allo stesso tempo, ciò che vorremmo cancellare"
Parlava, raccontava, scriveva, ma soprattutto si confrontava con la gente, leggeva, guardava la televisione. Perché un sociologo degno di questo nome "non si limita a teorizzare insieme ai suoi colleghi. Mostra come la vita personale e la biografia individuale siano intimamente connesse agli eventi storici e ai processi strutturali".
Chi ha scelto Bauman per accompagnare la propria crescita, oggi sente il peso del vuoto che lascia la sua morte. Ma l'insegnamento di una vita non rinchiusa in uno schema, ma aspirante a una grande resistenza, rimane un cammeo da appuntare al petto. Per ricordare. E agire.

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Tra le sue pubblicazioni:

Modernità Liquida, 2000
Amore Liquido, 2003
Vita Liquida, 2005
Paura Liquida, 2006
Consumo dunque sono, 2007
L'arte della vita, 2008
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La nostra vita è un’opera d’arte,
che lo sappiamo o no, che ci piaccia o no.
Nel nostro mondo liquido-moderno,
siamo felici finché non perdiamo la speranza di essere felici in futuro.

 

Zygmunt Bauman era nato a Poznan nel 1925 da genitori ebrei. Fuggì dalla Polonia nel 1939 all'inizio della seconda guerra mondiale, a causa dell'invasione nazista.
Divenuto comunista si arruolò nell'esercito sovietico. Dopo la guerra si dedicò alla sociologia, sia come studi, sia come collaborazioni.
Nel 1968 la ripresa dell'antisemitismo spinse Bauman a emigrare dapprima in Istraele, poiaccettò una cattedra all'Università di Leeds dove è stato professore fino al 1990.
Il 17 aprile 2015 ha ricevuto la laurea honoris causa in Lingue moderne, letterature e traduzione letteraria presso l'Università del Salento.
E' morto il 9 gennaio 2017 a Leeds.